LE DIMISSIONI DI UN PRIMARIO

Sono primario da 15 anni. Sono arrivato con entusiasmo, volevo rivoluzionare il reparto, rivedere tutti i protocolli, seguire le ultime linee guida, procurare le più moderne attrezzature. Mi sono circondato da persone fantastiche: colleghi giovani, motivati, collaborativi; mi guardavano e mi seguivano cercando di imparare da me il più possibile; io – a mia volta – cercavo di farli crescere con discussioni collegiali ogni mattina, incontri formativi settimanali e inviandoli a corsi in giro per il mondo per apprendere tecniche e nozioni che poi avrebbero portato nel nostro reparto. Anche l’equipe infermieristica era straordinaria: ci siamo impegnati per creare percorsi operativi corretti, abbiamo collaborato nei casi più difficili con ottimi risultati, erano in grado di riconoscere immediatamente variazioni acute del quadro clinico allertandoci subito e fornendoci già tutti i dati necessari. Certo, non è stato facile: prima di costruire il gruppo, ci siamo scontrati –lo so che non ho un carattere facile – ma sono stati scontri costruttivi, sempre nel rispetto del collega o del professionista, con conseguente crescita di tutti.

Poi è andato in pensione il collega più anziano del reparto e non è stato sostituito. Ho chiesto e richiesto più volte la sostituzione, ma nulla … il bando non usciva. Parlavano di blocco temporaneo delle assunzioni e di risparmi sul personale … le mie lamentele erano inutili. Ho dovuto suddividere le ore del collega pensionato tra gli altri colleghi rimasti, non è stato facile. Nel nostro reparto dovevamo coprire guardie notturne e diurne. Hanno iniziato tutti a fare tante ore in più. Ore di straordinario non pagate, e non si poteva neanche chiedere recupero visto il personale ridotto. Facevamo fatica. Giulia – la più giovane – aveva due bimbi piccoli e mi faceva veramente dispiacere vederla barcamenarsi tra l’impegno di non lasciare troppi casi pendenti al collega e la necessità di correre a casa per vedere della famiglia.

Io continuavo a bussare in direzione, ma nulla. La sostituzione non arrivava, dovevamo arrangiarci. Non potevo continuare a permettere che facessero troppe ore in eccesso, e ho dovuto pertanto mettere di notte un solo collega di guardia invece di due, con guardie notturne che inevitabilmente diventavano molto più pesanti e li esponevano a maggior rischio di errori e quindi di conseguenze medico-legali.

Avevamo un vecchio ecografo in reparto. Ho cercato di mandare tutti i componenti della mia equipe a fare corsi ecografici sia di base che avanzati, ognuno si specializzava nella branca di maggior interesse, in modo da poter fare diagnosi e trattamenti più accurati e più sicuri.

Ma un giorno l’ecografo si è rotto. Carte su carte e telefonate per chiamare l’assistenza che ci ha dato esito negativo: non si poteva aggiustare. E allora carte su carte per acquistarne uno nuovo. Siamo ancora in attesa. E nel frattempo i colleghi – non potendo mettere in pratica le conoscenze acquisite ai corsi – le andavano lentamente perdendo.

I colleghi erano sempre più stanchi. Franco – uno dei più motivati – che si sobbarcava oltre un’ora di strada per lavorare con me – un giorno mi dice, con le lacrime agli occhi, che non ce la fa più. Se deve lavorare così, mi dice, tanto vale lo faccia nell’ospedale più vicino a casa. Non posso che comprenderlo. Ora siamo quindi sotto di due persone. Mi chiedo – se anche arrivasse l’ecografo – se avremmo tempo di utilizzarlo in modo adeguato, o se toccherebbe usarlo in maniera “usa e fuggi”, non certo per esami ecografici accurati e refertati come avevo cercato di addestrare il mio gruppo a fare.

E poi ci sono i pazienti. Tutto ciò che ho fatto, oltre a valorizzare i colleghi, è stato per i pazienti. Ho sempre tentato di metterli al centro di tutto, curarli e trattarli con professionalità e umanità. Eppure negli ultimi tempi è stato molto difficile. Intanto – per rispettare standard americani o canadesi – era diventato tutto più burocratizzato e lento; perfino le lettere di dimissioni prevedevano tante voci prestampate su cui dovevamo segnare “si” o “no”, di nessuna utilità ne per il curante ne per il paziente.

Poi i pazienti risentivano inevitabilmente del calo di personale per cui veniva tagliato il tempo per dialogare con loro, cercando di mantenere almeno il tempo per curarli. Ma anche il dialogo è fondamentale.

Si ritrovavano in stanze da tre, che sarebbero state in realtà stanze da due. Quando anche tutti i letti soprannumerari erano stati occupati, bisognava mandarli fuori reparto, ad esempio nei letti di otorino o di oculistica, che si trovano proprio in un altro padiglione, con tutti i rischi connessi: non erano sotto il controllo stretto della mia equipe, e – una volta al giorno – uno dei miei medici doveva lasciare il reparto per andare da loro.

Ho scritto, compilato carte, protestato. Non era dignitoso per i pazienti, non era sicuro, era un rischio specie nel caso di instabilità o complicanze; ed era un rischio anche per i miei collaboratori che oltre ad effettuare più ore del dovuto, dovevano anche seguire un numero maggiore di pazienti rispetto al previsto. Per me tutti i miei collaboratori – infermieri inclusi – erano un po’ dei supereroi: eppure ancora non avevano sviluppato il dono dell’ubiquità, ne quello di fermare il tempo, ne quello di non percepire la stanchezza.

Erano sempre più stanchi. Facevo difficoltà anche a coprire i turni quando uno si recava ai corsi di aggiornamento. I parenti si lamentavano con me perché i medici gli dedicavano poco tempo ai colloqui … come potevo spiegargli tutto questo? Ho continuato a chiedere più letti e più personale. Nulla. Mai nessuna risposta. Poi, leggendo sui giornali, parlavano di tagli al personale e ai posti letto… un personale, quello medico, che non vede il rinnovo del contratto da oltre 10 anni.

Ho combattuto, ho chiesto, ho richiesto, ho protestato. Ho lavorato tanto, ho condiviso e coperto tanti turni con i colleghi, ho cercato di fare del mio meglio per curare bene i pazienti e per valorizzare i colleghi. Ma in queste condizioni, non ce la posso più fare. Ho fallito probabilmente. Ma accettare di lavorare in un reparto con un numero di ricoveri superiori rispetto ai posti letto, con il personale ridotto allo stremo, con rischi per medici e pazienti mi rende – come primario – complice di tutto questo. Ho fallito. Spero che il mio successore sia più manager di me. Spero che riesca a stare nel suo studio a compilare tabelle, schemi e obiettivi. Io sono un medico, e di questo ne vado fiero.

Quindi lascio. Prendetelo come un atto di codardia, di paura, di incapacità … o di rispetto della dignità mia, dei miei colleghi e dei mie pazienti. Prendetela come un atto di ribellione. Qualcuno capirà?

58 pensieri su “LE DIMISSIONI DI UN PRIMARIO

  1. No non campirà! Perché chi è “ Manager del
    Comparto
    sanità “ di solito non ne capisce
    Nulla ! Perché è stato solo messo la per volontà Politica, quindi un fantoccio! Pensa solo al suo ricco
    Stipendio ed i suoi bonus! Il resto infermieri, medici, oss, siamo tutti carne da Macello sottopagati! Sarebbe il Momento di fermare tutto ciò per una lunga settimana! Per vedere la loro reazione.

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    • Purtroppo caro collega sai che capiscono perfettamente ma gli obiettivi sono diversi. Della qualità della prestazione e della assistenza ai gestori non interessa. Sono aziende e come tale a loro interessa solo dimostrare il profitto. 🙏😬

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      • Certo, il profitto. Ma a volte sono così ipodotati mentalmentre da non capire che incrementare personale e attrezzature fa lievitare di molto anche il profitto……

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      • Caro collega, senza scrivere tanto ho fatto anche io la stessa cosa andando via da Primario con un contratto firmato per altri 4 anni amareggiato e deluso per quanto non ho potuto fare e realizzare. La mia dignità e la tua non sono in vendita.
        Carlo D’Angelo geriatra

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      • Che tristezza, spiace moltissimo,almeno la salute dovrebbe essere importante.
        Con personale ridotto, la qualità della vita delle cure e dell’assistenza sono annullate.Spiace constatare, che non permettono lavorare a chi ci tiene dare un servizio professionale e di qualità medico,infermieristico ecc. Siamo ridotti malissimo

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      • Dico che è assurdo,sempre più professionisti,che sono costretti a lasciari per dei burocrati stupidi,superficiali,poco professionali. Sono con lei professore.

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      • Dico che è assurdo,sempre più professionisti,che sono costretti a lasciari per dei burocrati stupidi,superficiali,poco professionali. Sono con lei professore.

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    • Con 50 e rotti anni di vita ospedaliera alle spalle posso solo dirti che ti capisco Mi spiace di non poterti guardare in faccia e stringerti almeno la mano. Hai descritto una situazione purtroppo comune condivisa da tanti colleghi che hanno diretto o dirigono dei reparti. E poi uno inevitabilmente si chiede: ma ho sbagliato anch’io? Avrei dovuto fare qualcosa di diverso? Cosa?
      Un abbraccio

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    • Buongiorno non la conosco ma la Sua lettera parla da sola.
      La stimo per ciò che ha scritto, ma mollare è fallire non il fatto di non aver ottenuto ciò che Lei ha richiesto, ad una battaglia persa ne seguono tante altre vinte cosa che non saprà mai.
      Maria

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      • Che tristezza, spiace moltissimo,almeno la salute dovrebbe essere importante.
        Con personale ridotto, la qualità della vita delle cure e dell’assistenza sono annullate.Spiace constatare, che non permettono lavorare a chi ci tiene dare un servizio professionale e di qualità medico,infermieristico ecc. Siamo ridotti malissimo

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    • C’è poco da capire…E’ tutto chiaro.Anche il Manager più bravo non poteva ‘ fare nulla sul blocco delle assunzioni ,sui tagli degli straordinari(ma con l’obbligo di garantire il servizio)sull’obbligo di recuperare l’eccesso orario entro il mese successivo pena di fatto della cancellazione e non retribuzione dell’eccedenza oraria ..Migliaia di ore non riconosciute di fatto e non pagate….Ma per molti i medici debbono essere missionari gratuiti a prescindere se vedono raramente o quando stanno dormendo i loro figli ed inoltre per molti sono pagati troppo rispetto a loro ..anche se in Inghilterra un medico prende solo con le guardie che sono pagate bene, più di quanto un aiuto ospedaliero prende di stipendio…Poi che per fare il medico ospedaliero devi ave studiato tra Laura e Specializzazzione almeno 11 anni (ma spesso di più )è irrilevante e qualche idiota ha pure inventato il numero chiuso per cui sarà pure difficile trovare un sufficiente numero di medici Italiani e di specialisti se finalmente ripartiranno le assunzioni..

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      • :C’è poco da capire…E’ tutto chiaro.Anche il Manager più bravo non poteva fare nulla sul blocco delle assunzioni ,sui tagli degli straordinari(ma con l’obbligo di garantire il servizio) ma l’obbligo di recuperare l’eccesso orario entro il mese successivo (di fatto impossibile) pena di fatto la cancellazione e non retribuzione dell’eccedenza oraria ..Migliaia di ore non riconosciute di fatto e non pagate….Ma per molti i medici debbono essere missionari gratuiti a prescindere se vedono raramente o quando stanno dormendo i loro figli ed inoltre per molti sono pagati troppo rispetto a loro ..anche se in Inghilterra un medico prende di salario solo con le guardie, (che sono pagate bene,) più di quanto un aiuto ospedaliero Italiano prende di stipendio…Poi che per fare il medico ospedaliero devi avere studiato tra Laura e Specializzazione almeno 11 anni (ma spesso di più )è irrilevante e qualche idiota ha pure inventato il numero chiuso per cui sarà pure difficile trovare un sufficiente numero di medici Italiani e di specialisti se finalmente ripartiranno le assunzioni..Una altra distorsione è l’eccessivo lobbismo e tutto i blocchi che le varie lobbies anche mediche hanno creato oltre al numero chiuso a medicina ,come il numero programmato per accedere A Medicina che serve solo ad arricchire chi fa i corsi e costringe molti Italiani a studiare all’Estero, ad inventati nuovi corsi di accesso alla medicina generale pur essi a numero chiuso (per tutelare i massimalisti),etc…Ai miei tempi potevi accedere con un tirocinio pratico ospedaliero di sei mesi nella disciplina ai concorsi per disciplina e la specializzazione la prendevi anche dopo. Oggi chi si laurea in medicina e chirurgia e supera gli esami di abilitazione (altra buffonata come se la la Laurea non avesse un valore legale)..può solo iscriversi all’Ordine e fare visite private e nulla di altro se non emigrare…….. Non so se ancora oggi le specializzazioni chirurgiche (cinque anni per ciascuna ))valgono ancora zero punti per la graduatoria di medicina generale..Una cosa indecente..come se la laurea non fosse più in Medicina e Chirurgia ..come mi disse scandalizzato l’Ex Rettore dell’Università di Catania che oggi non è più tra noi Prof.. Gaspare Rodolico…
        ..

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    • e’ un fatto che fa vergognare di essere italiani… si trovano miliardi per la flat tax o per rimborsare chi aveva comprato titoli da
      banche fallite…
      e si trascura in
      questo modo la
      sanita pubblica
      punendo non
      solo medici ed
      infermieri ma i
      malati ( sic)
      vergognoso !

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  2. Caro collega, il tuo malessere è il malessere di tanti. Io credo che non dobbiamo aspettarci che il cambiamento ci venga calato dall’alto, da quella stessa politica che ci ha ridotto in condizioni pietose e ci umilia togliendoci le competenze e sottopagandoci in modo scientifico. Se vogliamo salvare gli ospedali e la nostra dignità, dobbiamo ribellarci con rabbia e decisione, a costo di bloccare gli ospedali per un mese.

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    • Leggendo le frustrazioni di voi medici sento un brivido.Per quanto possa capire le vostre istanze, penso ai pazienti (io compreso) che hanno bisogndi voi.Quello che suscta questa discussione è una visione da realtà Greca, e questo fa paura.Mi chiedo se la ricerca,già bistrattata, subirà le stesse condizioni.Quando e se, un giorno ci saranno pochi dottori “perchè il gioco non vale la candela”, e mancheranno chirurghi, gli stessi medici si faranno auto interventi?

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    • Invece di ritirarti dovevi fare sciopero:bloccare il servizio in ospedale:usare la forza contro questi politici inefficenti (per non usare parole grosse)Mi dispiace che i migliori siano costretti a dimettersi; hai tutta la mia solidarietá. Siamo ormai un paese allo sbando……

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  3. È la storia inevitabile di tutti i Reparti vissuta più volte nei cambi dei vari primari; i direttori se ne fregano e ti dicono di tenere duro ma poi nulla cambia; colpa sempre dei politici a cui non frega nulla del lavoro e delle
    Leggi loro devono fare vedere che il servizio c’è e le colpe sono dei clinici ; guardate solo cosa sta facendo adesso il nuovo ministro della sanità che non ha ancora capito dove è il problema ma deve dare delle risposte ai cittadini! Ma non siamo anche noi dei cittadini?

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  4. Parli di “rischi per i pazienti,valorizzazione per medici”….e alla fatica degli altri che genericamente chiami “personale”ovvero gli infermieri che sono le figure che maggiormente hanno subito e subiscono gli effetti negativi di questa cattiva organizzazione del lavoro ?

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    • Veramente ho definito gli infermieri “supereroi” esattamente come i medici…e anche all’inizio dell’articolo ho scritto che l’equipe tutta è eccezionale, citando proprio gli infermieri e le loro qualità… non facciamo polemiche inutili, per favore. La mia stima per gli infermieri è enorme.

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      • Questa è la guerra tra poveri che tanto fa comodo agli amministrativi.
        Ho vissuto la tua stessa esperienza e continuo a viverla. La proposta di bloccare tutto da parte di vari colleghi potrebbe essere l’unica soluzione, forse.
        Nicola Barbarito

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      • Il problema del collega è ormai atavico. Sono andato in pensione circa 9 anni fa dal servizio di Pronto Soccorso del locale Presidio Ospedaliero. Sono andato via ancor giovane (avevo 60 anni) proprio perchè le condizioni di lavoro erano talmente disumane che avrei corso il rischio di ammalarmi seriamente se non fossi andato via. Ancora oggi, a distanza di quasi un decennio, l’organico è rimasto tale e quale mentre l’afflusso dei pazienti si è triplicato con le conseguenze che voi tutti potete immaginare. Merito della Politica che ha voluto sostituirsi ai medici a danno dei pazienti……………….V E R G O G N A !!!!!!

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  5. Pingback: Medici in pensione mai sostituiti e macchinari fuori uso, le dimissioni di un primario | l'Eco

  6. Caro Collega ti capisco perfettamente, in 19 anni sono passato dalle stelle (ospedale privato dove lavoravo con il meglio del meglio) a ospedale pubblico dove siamo rimasti al minimo del minimo (non ho voluto dire stalle per non offendere i cavalli). E questo è uno dei motivi per cui non ho nessuna voglia di fare alcun concorso per primario.

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  7. Una domanda solo perché sento molti medici lamentare la stessa situazione: non esiste la possibilità di organizzarsi attraverso un sindacato? Anche qualche realtà di base, tipo USB…stanno letteralmente smantellando la sanità pubblica e si sentono solo timide proteste private, già rassegnate in partenza…è l’ambiente ospedaliero refrattario culturalmente a questo genere di iniziative o magari ci sono dinamiche politico istituzionali che di fatto lo impediscono?nessun intento polemico, sia chiaro, sono solo sinceramente curioso di capire meglio la situazione. Grazie

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    • Il nostro è un servizio ESSENZIALE quindi non puoi fermare tutto ma devi sempre assicurare l’emergenza-urgenza,quindi un’interruzione dell’attività è blanda nel dare fastidio alla politica dei tagli indiscriminati alle attrezzature,al personale di qualsiasi genere. Tenete presente che mentre alla sanità pubblica tagliano tutto quello che possono alla sanità privata la fanno lavorare ma non la pagano e quando questo avviene (90-120 giorni) non è mai un saldo totale ma si cerca sempre di tagliare qualcosa tanto poi per averli devi fare 10 anni di causa e quando te li danno a chi ha sbagliato non fanno nulla. Poi vai a vedere straordinari pagati agli amministrativi di direzione, mega progetti delle direzioni strategiche super pagati e poi non tengono i soldi per comprare i lenzuolini di carta, le siringhe o i farmaci.

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  8. comparto sanità privata 12mo anno senza contratto quì sono andati via in tanti troppi, ho resisisto e dopo 29 anni quasi vado anche io, capiranno ? non so non mi interessa più troppe domande senza risposte troppo dolore senza risposte sono un medico continuerò a esserlo ma altrove quì è da tempo che non frega più a nessuno

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  9. Sono infermiera.
    Coordinatrice.
    Sono sempre piú spesso tentata, come te di lasciare per le stesse motivazioni, anzi noi di ragioni possiamo aggiungerne tante altre, ma poi dico a me stessa che se lasciassi vanificherei tutto ció che ho fatto negli anni.
    Dico a me stessa che sarei presuntuosa ritenendomi “superiore” rispetto al sistema.
    Siamo chiamati a dare il meglio che possiamo e non per noi stessi.
    Il Sistema siamo tutti noi, chi piú chi meno.
    La Società siamo noi!
    É le Società cambiano, migliorano, peggiorano, crescono, incombono, si evolvono e noi, per un pezzo di strada contribuiamo alla sua trasformazione.
    Non ti stancare amico.
    Continua a dare il meglio di te al meglio che puoi. E sarai sereno.

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    • Ma nel codice deontologico anche avallare una cronica e grave insufficienza delle risorse non è sintomo di capacità eroiche e/ o di buona volontà : si rischia di diventare corresponsabili del disservizio. La legge vista scioperi prolungati ma la Costituzione sancisce il diritto alla salute. È tempo di riallocare le risorse: al posto di stipendi e gratifiche d’oro a dirigenti(amministrativi) e a consulenti rivediamo gli organigrammi nel senso dellassistenza. Sì può fare ma serve un segnale forte e fermo da parte di TUTTA la sanità. Smettiamo le polemiche tra noi e centriamo i veri responsabili!

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  10. Sono un Direttore Sanitario di ruolo di un presidio Ospedaliero di una grossa ASL della Regione Campania, condivido in parte quanto denunciato dal collega Direttore di UOC,non credo però che tutte le colpe del quasi fallimento della nostra Sanità Pubblica Nazionale siano attribuibili alla Politica. In molti casi TUTTI gli operatori di questo nostro sistema ASSISTENZIALE ritengono che ESSERE dipendente PUBBLICO sia sinonimo di INTOCCABILITA’ è di IMMOBILITÀ e quindi si lasciano andare dimenticando i PROPRI DOVERI a danno dei CITTADINI -PAZIENTI.Il risultato di quanto affermato è facilmente rilevabile e sotto gli occhi di TUTTI@!!!! E ditemi che non è così! !!!!!!.

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  11. Per me è tutta una manovra politica per costringere il paziente a spostarsi al nord e proliferare le tasche della sanità del nord e lasciare il sud solo come pronto soccorso e non per cura quindi poco personale può essere sufficiente tanto i nostri dottori e personale al seguito sono un capolavoro della natura e c’è la possono fare! Mi chiedo….Ma Un paziente che dal sud si sposta al nord per curarsi non costa alla sanità il doppio? e guarda caso i soldi per saldare il debito li si trovano….C’è un ministro per il sud,non so neanche come si chiama tanto non si è vista neanche l’ombra..ci avevano abbagliato gli occhi…che fa? Dov’è?…cucu’…e noi continuiamo a votare e riempire le piazze quando vengono per le campagne elettorali. Siamo noi tutti i cittadini del sud ad essere in colpa,a continuare a fare il loro gioco e non una vera rivoluzione. Tanto per la salute ci si indebita ,si trovano i soldi, si va al nord e si continua a riempire le tasche del nord.Solo questione di una politica marcia con dentro uomini marci fin dentro l’anima !

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    • Guarda, cara Rita, che noi al nord non ci guadagnamo proprio niente a curare, quasi sempre in PS, i pazienti che vengono apposta dal sud, perché secondo loro la’ la sanità funziona peggio. Noi, formichine in trincea, non ci guadagnamo proprio niente, dobbiamo soli lavorare di più. E le ASL neanche credo ci guadagnino, perché i rimborsi arrivano tardissimo…

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  12. Il compito di um medico ospedaliero non è solo quello di curare i malati, ma anche quello di insegnare, di formare i suoi collaboratori, è un compito reciproco fra medici e medici fra medici ed infermieri fra infermierui ed infermieri fra infermieri e medici ecc. Se un primario riesce a fare tutto questo è un Grande, è anche un fortunato perchè non sempre si incontrano persone collaboratuive. Io ritengo questo risultato un miracolo. Se tu sei riuscito a realizzarlo si è verificato un miracolo di cui sei il principale artefice. Devi esserne fiero e contento.In quaranta anni di attività io ho solo sognato tutto questo non ho trovato nessuno disposto ad insegnarmi, tutt’altro, non ho incontrato nessuno disposto ad apprendere da mie esperienze positive e eanche da esperienze negative che sono utilissime ad evitare errori ancora più grandi. Mi sono scontrato con mobbing, bullismo che è sempre esistito in tutti i campi, e perfino richieste di provvedimenti disciplinari per reiterate richieste di quel minimo di attrezzature per compiere il mio lavoro in modo sicuro e corretto. Mi sono spostato a mie spese per apprtendere nuove metodiche per imparare da chi era già esperto di alcune discipline e quando sono tornato ho dovuto archiviare tutto quello che avevo appreso perchè non interessava a nessuno migliorare i servizi anzi, c’era chi aveva invidia e timore di essere scavalcato. Credo di non aver lasciato nulla a chi è venuto dopo di me, perchè chi è entrato in ” famiglia” dopo di me riteneva di essere molto al di sopra pur avendo dieci o più anni di esperienza in meno. Questo è il vero fallimento totale. Non è la mia sola esperienza ricordo tanti giovani colleghi miei coetanei, se ci avessero messo insieme permettendoci di lavorare avremmo sollevato il mondo. Invece ognuno di loro è rimasto pietrificato, cementato nel proprio ospedale nel proprio reparto senza possibilità di esprimersi. Vedo me e vedo loro poco più che ventenni, rivedo me e rivedo loro ultrasessantacinquenni e mi viene da piangere. Guardo questa sanità distrutta e penso ai miei figli e ai miei nipoti con angoscia. Porto di buono nel cuore l’affetto e la riconoscenza di tanti pazienti, qualcuno mi ha ringraziato non perchè l’avessi curato o guarito, ma solo per averlo ascoltato e lasciato parlare e sfogare, per averlo tranquillizzato, rasserenato.Se non ci fosse questo dento di me sarebbe la fine
    Giancarlo

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  13. La politica!!
    Dapprima al servizio del cittadino, poi divenuta autoreferenziale e bisognosa di alimentarsi parassitando per assurdo il cittadino che ne alimenta suo malgrado l’effettivo bisogno.
    Da bene per la comunità, la politica, a male cattivo che ha le metastasi in tutti i servizi “a servizio” del cittadino! Lentamente affievolisce le forze portando allo stremo l’organismo ospite cieca del fatto che la morte del cittadino sarà la sua morte!!
    Ogni popolo merita il governo che ha!!!

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  14. A mio avviso la protesta dovrebbero inscenarla i pazienti ed i loro familiari, altrimenti diventa una rivalsa di parte,,,,,,,,ed i politici nella loro infinita intelligenza non capiscono……

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  15. Sono padre di un giovane medico che ha preferito lasciare l’Italia. Non è andata lontano. In Svizzera. Assunta dopo solo un colloquio. Curriculum. Chiaccherata con il primario ed assunzione basata sul curriculum e sull’impressione. Nessuna spinta politica, amicale, sessuale, di favore. Solo un approccio professionale. Ora guadagna da specializzanda pià di un primario in Italia. Lavora duro, giorno e notte, con straordinari pagati al 100%, con assicurazione pagata dall’ospedale e mi dice che sta imparando perchè è stata buttata in acqua ed ha dovuto nuotare per stare a galla. E questo nonostantein Svizzera gli ospedali siano aziende, vere aziende che portano profitto e che pagano un medico con uno stipendio che fa onore agli studi ed ai grandi sacrifici fatti nei lunghi anni di studio. L’Italia dovrebbe vergognarsi di istruire buoni medici, spendere quantità di fondi dello stato enormi per educarli per poi farli scappare, perchè non c’è posto per tutti, quando in corsia mancano medici ed infermieri. E sarà sempre peggio?

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  16. Un perfetto specchio della realtà il tuo, caro collega. Anche io ho combattuto a lungo prima della pensione e…risultato: la mia ex chirurgia ora è ridotta a 2 sedute settimanali di interventi minori, l’endoscopia chiusa, PS solo diurno…insomma anticamera di chiusura totale! Delusione assoluta, grazie amministratori!

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    • Io nel. 2017 ho perso un terzo di personale, su mezza città. Ho fatto lettere da far tremare per le responsabilità al primo evento sentinella, motivate, ho ricostruito gli errori fatti dal dipartimento, ho fatto 20 moduli di vario genere preformati con un risparmio di moltissime ore per operatore, ho fatto eventi in visibilità lodando i sordi. Infine ce l’ho fatta. Ma ovviamente è stato nuovamente scelto lo stesso direttore di settore…. con una procedura illegittima ovvio. Insomma però ce l’abbiamo fatta a non morire e a non far morire

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  17. di chi è la colpa? e ce lo chiediamo ancora?La colpa è solo nostra che abbiamo permesso a questi parassiti di politicanti di foraggiare sulla sanità .Io ho ormai 70 anni ,sono stanco ,depresso non ho più la forza di lottare ma i nostri giovani no ,loro no si debbono riprendere la sanità ,levandola dalle mani di chi non pùò conoscere le esigenze del malato , ma sa benissimo riconoscere le esigenze delle loro tasche. Cacciamoli

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  18. Pura Verità … niente meritocrazia, ed apparecchiature in tanti reparti non usate ma chiuse nelle stanze e non toccate, solo per pura politica!! E non dico altro, nella stessa azienda Ospedaliera!!

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  19. Buongiorno, ho perso mio papà da pochi giorni, in ospedale. Purtroppo conferma tutte le sensazioni che ho avuto, quando ci sei, senti che qualcosa non va, che c’e Confusione incertezza, che sono tutti nervosi e arrabbiati. Mia mamma ha fatto per 40 anni la caposala, ora è in pensione da 20. Quando qualche amico o parente veniva ricoverato era abbastanza normale che andassimo a trovarlo spesso, quindi ero un po’ di casa, non ho mai percepito una sensazione così terribile. Ti senti solo, capisci che se non stai attento qualcuno si dimenticherà di qualcosa, i medici ci sono solo la mattina fino alle tre! Unica cosa , io dico siete medici, quindi colti con una bella intelligenza, ma perché non vi unite tutti e fate iniziare una protesta forte ufficiale! Perché non designate un gruppo di delegati magari in pensione (così nessuno può fare ritorsioni) e li mandate nelle trasmissioni, al governo? È troppo grave quello che sta succedendo.

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  20. Non sono medico ma un lavoratore autonomo da sempre 45 anni e ho combattuto contro tutti per prendere lavori, per prendere i soldi, per realizzare i lavori contro autorità, contro delinquenza, contro operai fasulli, ecc ecc, ma quello che ho letto in questi messaggi è nulla in confronto perché stiamo parlando della vita la cosa più importante non c’è nulla di più importante della vita, se tutto si fa per vivere meglio che c’è di più importante nulla e noi vogliamo uccidere la cosa più importante capire che non ha nessun significa da una parte correre per fare tanto di più e dall’altra parte uccidere quello che si è fatto come mai siamo arrivati ha tanto che cosa ci sta succedendo domandatevelo che cosa non funziona bisogna fermare questo valore al potere e non alla vita

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  21. Ciao, io faccio formazione per voi. Sono uno dei pochi (perché siamo pochi) provider di formazione. Vivo con voi il mio tempo lavorativo e, ringrazio, anche l’amicizia di molti professionisti sanitari. Non hai e non avete fallito. Il sistema ha fallito. Se te ne vai e una scelta che tutti possono capire. Anche i pazienti. Ma quello che lascerai a livello umano, per quanto hai cercato di fare, e’ inestimabile. Ti ringrazio anche se non ti conosco per quanto hai lottato per una sanità migliore e più umana.

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  22. Buongiorno.
    Sia fiero di Lei anche se al momento sfinito e deluso.
    Non La conosco ma mi permetto di scrivere.
    È un altro diamante che l’Ospedale e tutti noi pazienti perdiamo.
    Quanta professionalità, dedizione, impegno, valori e cuore per i Suoi colleghi ed i Suoi pazienti.
    Grande e ardua prova di vita la Sua esperienza.
    Impegno, resistenza, progetti, affanno, paura, codardia e ribellione accomunano medici e noi pazienti.
    Davvero non ci sono parole…
    Grazie per il Suo grande rispetto della dignità verso tutti.
    Giunga a Lei un mare infinito di applausi unito ad urlo di ingiustizia e vergogna.
    Elisa

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  23. Esito prevedibile dopo aver lasciato la sanità in mano agli amministrativi e agli economisti. Ridurre i costi è diventato il leitmotiv ma quello che i medici risparmiano sulla pelle dei pazienti viene allegramente buttato in lavori di ristrutturazione spesso inutili e malfatti. Storia comune di chi ha lavorato per 40 e più anni per il SSN avendo come farò la 833 e ora si vede sottrarre risorse e strutture, pensiamo alle SS tolte ai sanitari ma diventate SS Amministrative col beneplacito dei ns sindacalisti pronti a sottoscrivere qualunque accordo pur di fare carriera.

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  24. Ma è davvero così complicato capire che è una professione e non un impiego? Che non può essere gestita dalla politica? Che lo stesso medico che descrive se stesso ed i suoi con tanto elogio, se avesse avuto la responsabilità integrale del suo reparto non avrebbe avuto nessuno dei problemi descritti?
    È davvero così complicato capire che il problema non è lui bravo che non riesce a lavorare bensì la pletora di ciucci e scansafatiche che non si possono licenziare a calci e che “deve essere garantita” a scapito delle necessità economiche della produzione aziendale? Lo stipendio è in conflitto insanabile con la professione. Bisogna spostare le garanzie da chi eroga il servizio a chi lo riceve; ovunque, nella sanità, nella scuola, nella giustizia, il maggior garantito deve essere il cliente (paziente, studente, giudicando, richiedente certificato o pratica qualunque sia). Lo Stato DEVE garantire la ricezione del servizio non l’erogazione perché nella prima ipotesi è insita la qualità che invece rimane semplice possibilità nella seconda.

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  25. Carissimo collega,
    A me e’ capitato di peggio! Non e’ possibile, per quello che mi riguarda, fare il proprio mestiere in Italia. Si diventa ostaggi della peggior politica, quella che lucra sulla salute della gente. Io sono felice di essere tornato a lavorare in un paese dove la sanita’ viene gestita molto meglio che nel nostro paese!!

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  26. Le dimissioni di un primario diventano notizia proprio perché è un fatto rarissimo che un primario si dimetta per rivendicare il rispetto della propria dignità, quella dei colleghi e dei pazienti. Di norma, per le mie esperienze Siciliane, coloro che diventano primari sono gli stessi che hanno fatto anticamera nelle segreterie dei politicanti e votato, negli anni, il peggio del peggio in cambio della loro nomina. Gente che è andata a “ginocchioni” ad adulare politici, amministratori, assessori. Ricordo uno scontro che personalmente ho avuto con un primario, gli contestavo la sua venuta in azienda con criteri poco trasparenti e lui mi rispondeva lasciandomi senza parole” lei non sa quante campagne elettorali ho fatto io per Cuffaro”. Ho visto Primari che sono stati nominati primari senza avere neanche il reparto e potrei continuare…

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  27. I colpevoli di tutto questo sono qui sotto: ricordatevene il 25 maggio

    PER LA COSTITUZIONE ITALIANA LA DIGNITA’ UMANA E’ UN DIRITTO
    Art. 38
    Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
    I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
    Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
    Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
    L’assistenza privata è libera.

    PER LA DITTATURA UE LA DIGNITA’ UMANA E’ UNA MERCE
    Patto Euro Plus 25/3/2011
    … tra gli obiettivi
    Sostenibilità di pensioni, assistenza sanitaria e prestazioni sociali.
    Si procederà ad una valutazione soprattutto in base agli indicatori del divario di sostenibilità. Tali indicatori valutano se i livelli di debito sono sostenibili sulla base delle politiche in corso, in particolare i regimo pensionistici, di assistenza sanitaria e previdenza sociale, tenendo conto dei fattori demografici.

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  28. La lobby dei medici è sempre stata qualcosa di molto forte. Si arranca nel pubblico e si guadagna nel privato. Personalmente credo molto poco alle sue parole , sono molto più convinto che tra politica e medici via siano sempre le ragioni del profitto dei secondi che prevalgono.

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