CHI HA PAURA DEL COVID CATTIVO?

Dialogo con Imbecille – Lettera a un negazionista.

Durante la prima ondata della pandemia da covid 19 – in marzo-aprile 2020 – quasi tutti avevamo paura, tranne forse qualche infettivologo gradasso e qualche runner untore.

Quando il mio cane mi portava a sgranchirmi le gambe, la voce diffusa dal megafono della Protezione Civile che invitava a starsene a casa, creava un’atmosfera cupa e surreale e mi faceva sentire in colpa per quell’oretta d’aria. 

Ora – nel pieno della seconda ondata – la paura sembra essere passata, sostituita da rabbia, menefreghismo e perplessità; rimangono voci nel deserto solo gli operatori sanitari (e neppure tutti), qualche infettivologo serio e le persone di buon senso (ormai più rare di un croissant alla crema a metà mattina). Tutti gli altri sono forse arrabbiati, ma in generale alquanto tranquilli per quanto concerne il virus, perché ormai hanno consapevolezza della situazione: sono stati informati infatti da fonti segrete (suppongo da post trovati su facebook) del gombloootto mondiale volto a instaurare una dittatura sanitaria tramite il 5 G e uno pseudo-vaccino sperimentale per un virus – il famoso coviddi-virus- che non esiste.

E io? Io ho un grande timore soprattutto per i miei cari, per i miei colleghi e per i miei pazienti. A marzo non conoscevo nessuno che fosse positivo al virus, se non forse il fratello della cugina della vicina di casa di Renzo (e credetemi, non ho la minima idea di chi sia questo Renzo).

Ora invece conosco diverse persone positive: alcune di queste completamente asintomatiche, altre con sintomi di una sindrome simil-influenzale più o meno gravi, altri ancora in terapia intensiva sedati e intubati. E poi conoscevo dei morti. E credetemi, non me ne frega niente se sono morti con o per il covid; so solo che prima c’erano – magari acciaccati, ma c’erano – e ora, dopo aver contratto il virus, non ci sono più.

E’ evidente che la situazione attuale è molto più grave e drammatica rispetto alla scorsa primavera, specie nella mia regione,  FVG.

Eppure inspiegabilmente, ora la gente è molto più tranquilla, se ne frega, ha abbassato la guardia e vive come nulla fosse, se non con l’aggiunta dell’odiata mascherina, rigorosamente in pendant con l’abbigliamento. Sembra quasi si stia ballando sui morti di una guerra pandemica. Il ragionamento sotteso è questo: fino a che non colpisce  me o la mia famiglia, il covid non esiste.

 Ognuno si sente autorizzato a dire la sua: pareri sull’orario di nascita di Gesù Bambino (quindi io che vado sempre a Messa la mattina di Natale e non la notte, sono una pessima cattolica?), sull’incostituzionalità dei vari DPCM (bei tempi quando eravamo tutti allenatori di calcio e non costituzionalisti …), sulla libertà individuale assoluta (ben se vivi sopra un albero forse, e credo che certi dovrebbero proprio trasferirsi là sopra con i  loro simili), e addirittura c’è chi si rifiuta di indossare la mascherina perché gli causa ipossia (fossi in loro,  farei piuttosto diagnosi differenziale … dubito che il loro problema sia la mascherina).

Questi concetti profondi da loro espressi, sono già stati traslati e adattati alla vaccinazione anti-covid: “falla prima tu, io non faccio da cavia, chissà cosa c’è dentro, meglio morta che vaccinata” …etc.

La cosa ancor più grave è che tali concetti vengono espressi anche da soggetti appartenenti alla categoria degli operatori sanitari, dimostrando di non aver compreso bene il loro lavoro; forse non hanno trovato mestieri più coerenti con la loro forma mentis? Un suggerimento per tutti: sotterrare lo squalo putrefatto in terre islandesi e sedersi sopra in attesa che sia edibile.

Vediamo dunque di rispondere alle principali osservazioni e perplessità che sentiamo costantemente ripetere in questo periodo. Immaginiamo quindi “un dialogo con Imbecille” (nessuno si senta offeso: Imbecille è il nome proprio del mio dialogante, detto Imbe per gli amici). Se invece non conoscete nessuno che si chiami Imbe, potete sempre copiare il testo sottostante e farne una “Lettera aperta al negazionista”.

  1. Tanto sono quasi tutti asintomatici.

Per fortuna c’è effettivamente una buona percentuale di asintomatici: se così non fosse, non avremmo solo la saturazione dei reparti ospedalieri, ma bisognerebbe trovare ulteriori spazi per ricoverare i malati; magari – caro negazionista – potresti offrire casa tua visto che il covid non è un grosso problema. Non vi sono studi sistematici che ci dicono la percentuale di asintomatici, ma da una review della letteratura sembra che la loro percentuale oscilli tra il 30% e il 40% dei positivi; questa review analizza 3 grandi coorti di popolazioni risultate positive al momento del test. Tuttavia, una percentuale tra il 40-50% di questi, sviluppa sintomatologia nel periodo successivo all’esecuzione del test.

Va specificato inoltre che anche il paziente asintomatico può presentare alterazioni all’esame obiettivo o ai test diagnostici: in uno studio che sottoponeva gli asintomatici a TAC polmonare, ben il 50% presentava le tipiche opacità a vetro smerigliato, e un altro 20% presentava alterazioni atipiche del parenchima polmonare. Sarà da valutare quindi, se tali alterazioni potranno dare origine a sequele polmonari a lungo termine.

Dunque, caro Imbe, potresti anche essere fortunato e avere un decorso asintomatico … oppure no.

2. Tante storie per un po’ di tosse e febbre.

Se sei fortunato puoi avere anche solo un po’ di tosse e febbre, oppure potresti avere in tempi brevi un polmone con parenchima devastato dal virus e con necessità di intubazione e ventilazione meccanica; può anche essere che a te vada bene, ma che tu trasmetta il contagio a una persona più fragile di te (un tuo genitore, tuo nonno, l’anziano ospite di cui ti occupi…) a cui tocchi la sorte appena descritta.

Lo spettro di manifestazioni cliniche del Covid 19 è infatti estremamente variabile:

  • nell’81% dei casi, il decorso è lieve (in assenza di polmonite o con polmonite solo iniziale),
  • nel 14% dei casi è riportati un decorso severo (con dispnea, ipossia, coinvolgimento polmonare interessante oltre il 50% del parenchima)
  • nel 5% dei casi, si può avere invece un decorso critico (insufficienza respiratoria, shock o insufficienza multiorgano).

Se ti va male e vieni ricoverato, il rischio di sviluppare una malattia severa e critica è ben più alto; in uno studio effettuato nella città di New York, su 2741 pazienti ospedalizzati per Covid-19, ben il 24% è deceduto o indirizzato all’hospice.  Su 647 pazienti che necessitarono la ventilazione meccanica, ne morì il 60%.

Quindi sì, potresti anche avere solo qualche giorno di febbre o tosse … oppure no.

3. Bloccano il paese per una banale influenza.

A parte che anche i virus influenzali hanno un impatto di morbilità, mortalità, una rilevanza sociale ed economica non indifferente a livello mondiale (ma questa è un’altra storia che ora non ho tempo di raccontarti…), qua non stiamo parlando di una semplice influenza.

Un dato per tutti: il tasso di letalità intra-ospedaliera per ricoverati per Covid-19 è molto più elevato rispetto a quello dei ricoverati per influenza; ad esempio, in un’analisi dei dati ospedalieri da the United States Veterans Health Administration, risulta che la probabilità di decesso nei pazienti ricoverati per Covid è superiore di ben 5 volte rispetto ai ricoverati per influenza.

Quindi scegli pure tu di cosa ammalarti … eppure io ti consiglierei di evitare entrambe le patologie, e pertanto ti consiglio di proteggere te stesso e gli altri anche effettuando la vaccinazione anti-influenzale.

4. Tanto muoiono solo i vecchi.

Non so bene perché tu ce l’abbia tanto con i vecchi: sono la nostra storia, sono la ragione del nostro essere attuale, sono i nostri affetti più cari, sono il patrimonio di maggior valore che il tempo inevitabilmente ci strapperà via. Non capisco quindi perché tu voglia che il tempo ce li porti via in anticipo per colpa di un virus proveniente dall’oriente (è tutto il contrario di un Re Magio).

I nostri anziani hanno superato guerre, epidemie, povertà, tubercolosi … e se possono stare qualche altro anno qui con noi, ben venga.

Sembra che ciò ti sia quasi indifferente: della serie, sono vecchi e devono comunque morire. Senza andare troppo sul filosofico o sui sillogismi aristotelici (vai pure su wikipedia), ti dico che tutti gli uomini devono morire (te compreso), ma la nostra missione come medici è di salvaguardare tutte le vite, e la nostra come persone per bene … anche. Ci sarebbe poi da discutere se il valore di una vita è più legato all’età anagrafica o alla capacità intellettiva, nel qual caso penso che tu perderesti di gran lunga, non per niente ti chiami Imbe.

Iniziamo pertanto a dire che le formi gravi della malattia da Sars-cov-2 possono verificarsi a qualsiasi età, anche in individui sani. Guarda che ti vedo … non toccare ferro (o altro), tira su quelle mani. E’ incredibile come i negazionisti non credano alla scienza, ma credano a molte superstizioni.

Vero è che le forme severe e critiche si manifestano più frequentemente in persone di età avanzata e con malattie croniche sottostanti… cosa assai rara in Italia e che non ci interessa, giusto?

Giusto un cavolo! La popolazione italiana è proprio caratterizzata da un’età avanzata con multiple comorbidità … pensiamo che a metà marzo in Italia il 12% dei pazienti con Covid e il 16% di quelli ospedalizzati finivano in terapia intensiva, con un tasso di letalità stimato a metà marzo del 7,2%, contro invece uno 0,9% nello stesso periodo in Korea del sud, differenza enorme dovuta proprio alle differenze demografiche con un’età media in Italia di 65 anni vs i 40 anni della Korea.

Le patologie che incrementano il rischio sono proprio quelle più diffuse tra la nostra popolazione: malattie cardiovascolari, diabete mellito, ipertensione, pneumopatie croniche, tumori (specie ematologici, polmonari e metastatici), nefropatia cronica, obesità e fumo.

Gli anziani pertanto sono quelli a maggior rischio di conseguenze gravi e anche fatali legate all’infezione da covid-19: ma non è detto che tu te la passi indenne. Fossi in te ci rifletterei (quella cosa che fai collegando più neuroni).

5. Vogliono usarci come cavie per il vaccino.

Sicuramente.  Tutti i ricercatori a livello mondiale hanno pensato bene di impiegare mesi e mesi del loro tempo, del loro lavoro e della loro vita solo per usarvi come cavie, non gliene frega assolutamente niente di porre la parola fine a questa pandemia. A parte che anche le cavie richiedono standard qualitativi che forse non possedete, è palese che le aziende farmaceutiche siano legate al profitto, e proprio per questo non è nel loro interesse mettere in vendita un farmaco non sicuro che li ponga a rischio di cause di risarcimento milionarie. Lo sviluppo del vaccino pertanto è dovuto passare, come per ogni farmaco, attraverso la valutazione pre-clinica e le tre distinte fasi cliniche I, II e III. Generalmente queste fasi richiedono diversi anni ciascuna per essere completate, nel caso del vaccino per Sars-Cov-2 lo sviluppo è stato accellerato per ogni fase che è durata ciascuna alcuni mesi: tuttavia i criteri di sicurezza sono rimasti estremamente stringenti. Negli Stati Uniti, la FDA (the Food and Drug Administration) deve approvare la progressione per ogni singolo step. Oltre che sicuro, un vaccino deve essere anche efficace naturalmente: i risultati della fase III, sono quelli che stabiliscono l’efficacia del vaccino; alla luce della necessità emergenziale del vaccino per una pandemia che è attualmente in corso, sono stati stabiliti sia dalla FDA che dalla OMS dei criteri di efficacia minima che devono raggiungere almeno il 50%.

Bene, udite udite:  lo studio pubblicato su Nejm in dicembre 2020 sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino Covid-19 mRNA BNT162b2 (quello della Pfizer, per capirci meglio), mostra come il regime vaccinale con 2 dosi effettuate a distanza di 21 giorni uno dall’altro, conferisca una protezione del 95% contro il Covid-19 nelle persone con età superiore ai 16 anni.

Sicuro ed efficace dunque. Quindi, caro Imbe, ricordami perchè non vuoi vaccinarti. “Meglio morto che vaccinato” mi rispondi. Guarda che con questa affermazione potresti non essere poi tanto lontano dalla realtà.

Posto qua sotto immagine reperibile su facebook, indicante come far cambiare idea a un no- vax in poche battute. Visto che gli argomenti validi e le basi scientifiche non funzionano, dovremmo provare anche noi a ribattere come nella vignetta.

Proviamole tutte. 

Uniamoci contro l’ignoranza.

Bibliografia:

Coronavirus disease 2019 (COVID-19): Vaccines to prevent SARS-CoV-2 infection

Authors:Kathryn M Edwards, MDWalter A Orenstein, MDSection Editor:Martin S Hirsch, MDDeputy Editor:Allyson Bloom, MD Literature review current through: Nov 2020. | This topic last updated: Dec 21, 2020.

Coronavirus disease 2019 (COVID-19): Clinical features

Author:Kenneth McIntosh, MDSection Editor:Martin S Hirsch, MDDeputy Editor:Allyson Bloom, MD

Contributor Disclosures Literature review current through: Nov 2020. | This topic last updated: Dec 17, 2020.

Safety and Efficacy of the BNT162b2 mRNA Covid-19 Vaccine

Fernando P. Polack, M.D., Stephen J. Thomas, M.D., Nicholas Kitchin, M.D.,Judith Absalon et al

NEJM, 10 Dec 2020

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